Limousine

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 32,00

Esaurito

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Kathy Shorr, cresciuta a Brooklyn, ha comprato la sua prima auto a 17 anni e ha sempre amato guidare. La sua passione risale all’infanzia, quando ancora pochi residenti del suo quartiere possedevano un’auto. Da ragazza fu ispirata dall’intraprendenza della nonna: unico membro della famiglia a possederne una e a poterla guidare. Forse per questo dopo la laurea Shorr trovò lavoro come autista di limousine, trasformando il veicolo in uno studio fotografico su ruote.

Per nove mesi ha immortalato un’ampia varietà di passeggeri diretti a matrimoni, balli di fine anno, quinceañeras e altre celebrazioni. L’interno elegante della limousine serviva come spazio privato, permettendo a passeggeri provenienti da ceti popolari di abbracciare un temporaneo status di celebrità.

Il lavoro di Shorr attinge così a due generi distinti nella storia della fotografia: il viaggio su strada – si pensi a California Kiss di Elliott Erwitt – e il ritratto in studio. Come le famiglie che raggiungevano il laboratorio di un fotografo per immortalare un’occasione speciale, i suoi soggetti entravano nell’auto con i loro abiti più eleganti per vivere un momento di celebrazione. La limousine negli anni ’80 incarnava il massimo simbolo di lusso e status sociale. Lunga, elegante e spesso dotata di interni sfarzosi, rappresentava il successo economico e l’accesso a un mondo esclusivo.

Come scrive Chris Lezotte, sebbene spesso stereotipate come troppo deboli per gestire la ‘bestia motorizzata’, le donne hanno da sempre sfidato gli stereotipi di genere per rivendicare l’auto come fonte di autonomia. La nonna di Shorr usava la sua Chevy principalmente per escursioni familiari, ma anche come mezzo di indipendenza. Kathy invece, come fotografa e autista, si è affidata all’automobile per offrire a se stessa e ai suoi passeggeri il viaggio della vita.

Fotografie di Kathy Shorr
Testi di Chris Lezotte, Jean Dykstra
Book Design di Bunker

21 × 26 cm
96 pagine
Cartonato
Inglese

Isbn 978-88-98030-76-7
Prima edizione novembre 2024

Descrizione

L’opera di Kathy Shorr attinge da due tradizioni fotografiche ben distinte: il viaggio su strada e il ritratto in studio. Proprio come le famiglie di un tempo si recavano presso il laboratorio del fotografo per catturare un evento speciale, i soggetti di Shorr entravano nella limousine vestiti nei loro abiti più eleganti, preparandosi a vivere e immortalare momenti irripetibili. Questa commistione di generi ricorda l’approccio narrativo di progetti come California Kiss di Elliott Erwitt, dove la strada diventa protagonista e ogni viaggio è una storia a sé.

Shorr, originaria di Brooklyn, ha sviluppato un amore profondo per la guida sin da giovanissima, acquistando la sua prima automobile a soli 17 anni. Questa passione affonda le sue radici nella sua infanzia, un periodo in cui possedere un’auto era un lusso raro nel suo quartiere. L’ammirazione per l’indipendenza della nonna, che era l’unica della famiglia a possedere e guidare un’auto, ha ispirato in Shorr un senso di determinazione e libertà. Dopo aver conseguito la laurea, Shorr ha trovato lavoro come autista di limousine, trasformando questa esperienza in qualcosa di unico: uno studio fotografico ambulante.

Per nove intensi mesi, Shorr ha fotografato un caleidoscopio di passeggeri, ognuno con una storia diversa, diretti a eventi significativi come matrimoni, balli di fine anno, quinceañeras e altre celebrazioni. L’interno lussuoso della limousine, con la sua atmosfera raffinata e riservata, diveniva un palcoscenico intimo in cui le persone, spesso provenienti da contesti modesti, potevano sentirsi per un attimo come delle star. Questa fusione di viaggio e ritratto rendeva ogni scatto un momento unico, un istante in cui l’apparente lusso del veicolo permetteva ai passeggeri di vivere la loro personale celebrazione in un contesto che mescolava mobilità e fotografia.

Come sottolinea la storica Chris Lezotte, sebbene le donne siano spesso state percepite come incapaci di controllare mezzi complessi come l’automobile – vista talvolta come una “bestia motorizzata” – hanno da sempre sfidato gli stereotipi di genere, utilizzando l’auto come simbolo di autonomia e potere. La nonna di Shorr, con la sua Chevy, rappresentava questa sfida quotidiana: per lei, l’auto non era solo un mezzo per le gite di famiglia, ma un simbolo tangibile di libertà e indipendenza. Allo stesso modo, Kathy Shorr, nella duplice veste di fotografa e autista, ha trasformato l’auto in uno strumento per celebrare la vita e documentare la bellezza della diversità umana, offrendo sia a sé stessa che ai suoi passeggeri un viaggio ricco di significato.

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