Spedizione gratuita in Italia per ordini sopra i 25โ‚ฌ

Design come invenzione

La storica dell’arte Marta Sironi traccia una ricognizione sullโ€™opera del grafico-pittore Alfredo de Santis (1941-1998) e del suo approccio al design come invenzione.

Un linguaggio del tutto personale

Rappresentante di spicco della scuola romana di grafica, Alfredo de Santis (1941-1998) ha definito un linguaggio grafico del tutto personale, caratterizzato da una continua commistione con il cinema, la pittura, il disegno, creando una grafica con forte valenza pittorica. Nonostante lโ€™importanza del suo apporto, lโ€™improvvisa e prematura scomparsa e la mancanza strutturale di attenzione alla storia della grafica, hanno contribuito a nascondere le tracce di una figura atipica, per la quale ricerca artistica e pratica comunicativa hanno costituito un unico indissolubile cammino. Secondo le sue stesse parole tutto ciรฒ che realizzava apparteneva ยซa una matrice di idee, simboli, di emozioni, anche nel caso del lavoro strettamente professionaleยป. Il suo approccio creativo si accostava al design intendendolo come invenzione continua e prolifica.

IL TAPPETO VOLANTE
Pittore fustella โ€“ Pittore con tappeto,
Pittore a matita โ€“ Foto ritratto, 1972
IL TAPPETO VOLANTE
Pittore fustella โ€“ Pittore con tappeto,
Pittore a matita โ€“ Foto ritratto, 1972
Manifesti per mostra Grafica e Serigrafia
ARFLEX ROMA
Manifesti per la mostra
Grafica e Serigrafia, 1971
Manitesti, TUDOR
MANIFESTI
Tudor, 1972

Un ricco archivio

La presenza di un ricco archivio privato, custodito a Roma presso lโ€™abitazione dalla moglie Carla Conversi da sempre anche compagna di lavoro, oggi preziosa e imprescindibile testimone del suo lavoro, permette di restituire il giusto tributo a un grande interprete della comunicazione visiva del XX secolo. Oltre ai lavori su commissione, fino alla metร  degli anni Ottanta parzialmente sintetizzati dallo stesso de Santis nella monografia Il Percorso di un Segno. Grafica e pittura (1986), attraverso lโ€™archivio รจ possibile ricostruire il suo intero iter creativo-progettuale.

Dei lavori realizzati sono infatti conservate buste con bozzetti e appunti, ma anche numerosi taccuini che mostrano il brainstorming di un designer che si affidava essenzialmente alla libertร  espressiva del segno, capace nel tempo di codificare elementi ricorrenti โ€“ la ruota, lโ€™albero, lโ€™uomo, lโ€™occhio, la mano, la penisola italiana โ€“ capaci di esprimere questioni mai superate โ€“ il razzismo, la mafia, lโ€™ambienteโ€ฆ argomenti sui quali interveniva e che portava come argomento di discussione e progettuale nella didattica allo IED di Roma.

L’impatto sociale

Questa sua attenzione allโ€™impatto sociale del lavoro creativo si ritrova anche in alcuni cicli pittorici che raccontano momenti cruciali della contemporaneitร , come le serie pittoriche Segni sul muro, del 1990, in risposta alla caduta del muro di Berlino, Intervento chirurgico del 1991 per la guerra del Golfo, cosรฌ come i progetti grafici sullโ€™Europa dellโ€™Est e su Sarajevo, condotti con Gianfranco Torri. Ogni taccuino di de Santis riporta una dissertazione grafica su questioni dโ€™attualitร , come lo studio dellโ€™immagine per le elezioni politiche in Italia dellโ€™aprile 1992 che ha dato poi avvio a un racconto lirico in bianco e nero sulla fine della Prima Repubblica.

La carriera

Nato nellโ€™agosto 1941, inizia a disegnare prestissimo grazie alla disponibilitร  di carta, anche in tempo di guerra, data dalla professione del padre, architetto dello Stato. Dopo gli studi allโ€™Accademia dโ€™Arte di Roma con Turcato, Consagra e Mafai, รจ fondamentale il soggiorno a Milano nello studio di Folco Lucarini dove viene in contatto con la fucina della grafica italiana, nella Milano capitale dellโ€™editoria e dellโ€™industria in espansione. Nel 1964 decide di rientrare a Roma e portare nellโ€™humus prettamente artistico della Capitale le leggi e le esigenze di un nuovo linguaggio grafico. รˆ la libreria Ferro di Cavallo di Roma (al pari della Milano Libri, a Milano) il ritrovo di giovani artisti e intellettuali che ancora prima della pittura condividevano il grande amore per il cinema, dal neorealismo con cui erano cresciuti al cinema di Antonioni.

Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta Alfredo de Santis realizza alcuni progetti di design editoriale per ragazzi, un’invenzione creativa: Alfazoo pubblicato nel 1968 dalla Emme edizioni di Rosellina Archinto, e libri-gioco per Bompiani (Io gioco tu giochi noi giochiamo e Basta un foglio di carta, 1971-72). Dal 1971 sono sue numerose sigle grafiche per i cicli cinematografici della RAI: “Cinema anni 60”, “La Commedia allโ€™Italiana”, “Teleconfronto” (1983-86), “Le Giornate del Cinema Muto”. Del resto lโ€™ampia cultura cinematografica e la propensione per lโ€™immagine in movimento determinano la cifra del suo linguaggio grafico. Nel 1982 disegna lโ€™immagine identificativa del festival โ€œLe giornate del cinema mutoโ€ di Pordenone e dellโ€™85 รจ lโ€™immagine di un progetto di ricerca sulla commedia allโ€™italiana, cosรฌ come il logo e molti poster per il Teatro povero di Monticchiello.

l'alfabeto di Alfazoo

Il cinema

Il cinema รจ di certo la principale musa di de Santis, padre di unโ€™immagine grafica in movimento cosรฌ come di un metodo progettuale che si sviluppa in una serrata sequenza dโ€™immagini (come frame di un film) dove lโ€™intuizione creativa trova il suo svolgimento fino allโ€™immagine definitiva, aspetto tra lโ€™altro approfondito nel suo libroย Storyboard. Grafica dโ€™animazione. Segni, sequenze, storieย (La Nuova Italia Scientifica, 1989), pensato tra lโ€™altro come base didattica ai suoi corsi allo IED di Roma.

La stampa

Lโ€™altro aspetto essenziale del suo design grafico รจ l’invenzione di una nuova definizione della comunicazione visiva di giornali e della propaganda del PCI dal 1973 al 1977. Nel 1979 ridisegna il quotidiano genovese ยซIl Lavoroยป, nellโ€™84 una campagna abbonamenti per ยซla Repubblicaยป e dallโ€™85 le illustrazioni ยซil Manifestoยป e il redesign di ยซRinascitaยป. Oltre al contributo alla politica, il suo lavoro grafico รจ stato impiegato nella definizione dellโ€™immagine coordinata in ambito sportivo โ€“ per il campionato mondiale femminile di sci a Piancavallo nel 1986 e per gli Europei di basket a Roma nel 1991 โ€“ e aziendale, per esempio per la Valcucine di Gabriele Centazzo.

SIGLE TELEVISIVE
Alfred Hitchcock, 1978
Sigla di testa e appunti
dello story-board
SIGLE TELEVISIVE
Alfred Hitchcock, 1978
Sigla di testa e appunti
dello story-board
Elia Kazan, 1981
Appunti dello story-board
e Ripresa video
Elia Kazan, 1981
Appunti dello story-board
e Ripresa video
Marchio e story-board per la sigla
di testa di Teleconfronto
Marchio e story-board per la sigla
di testa di Teleconfronto

Un percorso professionale e creativo tutto da ricostruire, anche in base alla letteratura critica e alla pubblicazione dei suoi lavori sulle principali riviste di grafica, italiane e internazionali: ยซNovumยป, ยซArt Directors Club Milanoยป, ยซIdeaยป (Giappone), ยซGraphicusโ€, โ€œModern Publicityโ€, โ€œVisual Designโ€, โ€œPubblicitร  in Italiaโ€, โ€œGraphisยป, ยซLinea Graficaยป, ยซItalian Illustratorsยป, ยซOttagonoยป, ยซDomusยป, ยซJapan Pubblications Trading Co.ยป


Marta Sironi รจ una storica dellโ€™arte con interessi di ricerca per lโ€™illustrazione e la grafica editoriale soprattutto del Novecento italiano. Dopo aver lavorato al Centro Apice (archivi della parola, dellโ€™immagine e della comunicazione editoriale) dellโ€™Universitร  di Milano e aver conseguito il dottorato di ricerca presso lโ€™Universitร  di Parma, collabora attualmente con diversi archivi come libero professionista.

Alfredo de Santis รจ stato un importante grafico italiano. Qui la sua Bio.