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Ulises Carrión e l’invenzione del libro d’artista

Ulises Carrión, figura emblematica della sperimentazione artistica e letteraria del XX secolo, è conosciuto come un pioniere nella ridefinizione del concetto di libro e di narrazione. In questo articolo Francesco Ciaponi, noto per il suo impegno nella valorizzazione di artisti e movimenti indipendenti e controcorrente, descrive Carrión come un intellettuale poliedrico, capace di sovvertire i confini tra arte e letteratura.

Ulises Carrión

Ulises Carrión nacque nel 1941 a Veracruz, in Messico, e visse il periodo di profonda trasformazione degli anni Sessanta e Settanta, quando l’arte si stava allontanando dai mezzi tradizionali e si rivolgeva sempre più verso pratiche concettuali.

Nel 1975, Ulises Carrión, trasferitosi da poco ad Amsterdam, aprì la sua libreria/archivio d’arte concettuale chiamata «Other Books and So», dedicata esclusivamente a libri d’artista e opere d’arte postale.

Una sera, un gruppo di giovani artisti olandesi gli chiese: «Perché spendi il tuo tempo a collezionare libri che nessuno vuole leggere?». Carrión rispose senza esitazione: «Perché il libro è solo un pretesto. Ciò che importa non è leggerlo, ma capirlo come un oggetto a sé stante, con le sue regole e il suo linguaggio».

Questa risposta incarnava la sua visione rivoluzionaria del libro come forma d’arte, una concezione che avrebbe segnato tutta la sua carriera.

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«Other Books and So», catalogo n. 1, Autumn 1975

Interrogare il formato-libro

Carrión aveva studiato letteratura all’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) e alla Sorbona di Parigi poi continuò i suoi studi a Leeds, in Inghilterra. Fu inizialmente un promettente scrittore di narrativa e saggistica, ma abbandonò presto la letteratura tradizionale per immergersi nel mondo dell’arte concettuale.

Dopo essersi trasferito ad Amsterdam nel 1972, divenne uno dei pionieri del libro d’artista e della Mail Art. Ad Amsterdam, fondò «Other Books and So», un centro unico nel suo genere dedicato alla raccolta e distribuzione di libri d’artista, corrispondenza artistica e opere sperimentali.

Questo progetto divenne un punto di riferimento per molti artisti concettuali internazionali. Carrión non considerava i libri come semplici contenitori di testi, ma come strutture in cui il design, la sequenza delle pagine e persino il vuoto potevano avere significati estetici e concettuali.

In quel momento, gli artisti sperimentavano nuove modalità di espressione che sfidavano il concetto stesso di “opera d’arte”. Movimenti come Fluxus, Arte Concettuale e Mail Art erano fiorenti, e l’arte non si limitava più alla pittura o alla scultura.

Carrión trovò in questi movimenti il terreno ideale per sviluppare la sua pratica, che si concentrava sull’interrogazione del linguaggio, della comunicazione e del formato-libro.

Ulises Carrión, Box Clinch- A Sound Performance by Ulises Carrión, 1978.

Il libro come opera d’arte

Carrión fu uno dei primi a sviluppare una teoria del libro come opera d’arte, esplorando il potenziale del libro come mezzo autonomo. In uno dei suoi saggi più importanti, The New Art of Making Books (1975), Carrión scrive: «Un libro non è un insieme di testi, ma una sequenza temporale e spaziale di segni».

Con questa frase, Carrión ridefinì la percezione del libro come un oggetto artistico piuttosto che un mero supporto per la scrittura. L’opera d’arte non era più relegata al significato del testo contenuto nel libro, ma si estendeva al libro stesso come struttura fisica e concettuale.

L’approccio di Carrión rivoluzionò il mondo del libro d’artista, perché introduceva una visione in cui il processo di lettura veniva sostituito da un’esperienza spaziale. Per lui, i libri non erano da leggere nel senso tradizionale, ma da esplorare.

Questo cambiamento di paradigma influenzò profondamente il panorama artistico, lasciando un segno tangibile sulle generazioni successive di artisti che si dedicarono al medium del libro.

Carrión fu influenzato dal lavoro di artisti concettuali come John Cage e George Brech. Costoro esploravano il potenziale del silenzio e della pausa nella musica e nella performance, elementi che Carrión tradusse nel contesto del libro. Fu anche profondamente influenzato dalla Mail Art, un movimento che utilizzava la posta come mezzo artistico, e creò corrispondenze artistiche con decine di artisti in tutto il mondo.

Un esempio celebre di questa pratica fu il suo coinvolgimento con Ray Johnson e il New York Correspondence School. Con costui intrattenne una fitta corrispondenza artistica. Carrión si muoveva tra le linee della narrativa, della poesia visiva e del concetto di opera aperta. Puntava a creare un’esperienza estetica che coinvolgeva il pubblico in modo attivo.

Libri consigliati
Ulises Carrión, Love Stories, 1972

L’eredità di Carrión

I temi esplorati da Carrión, come la natura del linguaggio, la comunicazione e la relazione tra tempo e spazio, sono ancora oggi profondamente attuali. Nella nostra epoca i media digitali e l’editoria elettronica stanno ridefinendo il concetto di libro. Per questo il suo lavoro continua a ispirare riflessioni su come i formati di lettura influenzino la nostra comprensione del mondo.

La sua insistenza sul fatto che ogni libro sia una sequenza di esperienze temporali e spaziali può essere vista come una precorritrice del design interattivo e delle narrative digitali contemporanee. Ad esempio, l’uso creativo delle sequenze visive e temporali nel web design o nelle installazioni multimediali richiama l’approccio di Carrión alla narrazione non lineare.

In un mondo sempre più interconnesso, il concetto di “comunicazione” che Carrión esplorava tramite la Mail Art continua a trovare eco nelle pratiche artistiche che utilizzano la rete e i social media come mezzi di espres-
sione.

Ulises Carrión è stato un visionario che ha sfidato le convenzioni artistiche e letterarie del suo tempo. Ha creato opere che interrogano la natura stessa della comunicazione e del linguaggio. Il suo contributo all’arte contemporanea è fondamentale, non solo per il suo ruolo nella definizione del libro d’artista, ma anche per la sua capacità di anticipare temi che sarebbero divenuti centrali nel XXI secolo.

Come scrisse lui stesso: «Il libro è un labirinto fatto di segni, il lettore è il viaggiatore che ne esplora i percorsi». Con questa frase, Carrión riassume la sua visione dell’arte come un processo di scoperta. In esso l’oggetto stesso diventa un luogo di esplorazione e non solo di lettura.

Oggi, guardando alle sue opere, possiamo affermare che Carrión ha ridefinito il concetto di libro. Egli ha aperto nuove strade per l’arte concettuale e per le pratiche artistiche basate sulla comunicazione e sul linguaggio. La sua eredità è viva e continua a influenzare le generazioni future, facendo di lui una figura centrale nella storia dell’arte contemporanea.

Francesco Ciaponi è docente di Storia della stampa e dell’editoria e fondatore del Centro Studi EdF. Qui la sua Bio.