24.00

Emi Ligabue La settimana bianca

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Fin dagli esordi della propria carriera di artista visiva, nei primi anni Ottanta, Emi Ligabue pone al centro della sua ricerca gli oggetti del vivere quotidiano, dagli utensili di uso comune alle icone della modernità e del design, realizzando dapprima sculture e installazioni e in seguito opere bidimensionali, prediligendo la tecnica del collage. Prelevare e ricontestualizzare le immagini è la sua cifra stilistica e ha permesso all’artista di sperimentare liberamente la commistione dei generi, e di riflettere sui sempre più labili confini tra arti visive e arti applicate.

Nei 65 collage de La settimana bianca, titolo della mostra a cura di Melania Gazzotti presso il centro culturale Mutty e del relativo catalogo, Emi Ligabue si misura con un immaginario visivo diverso: la montagna, in quanto meta relativamente recente di villeggiatura e sport invernali. Stavolta quindi il soggetto dell’indagine non è più il manufatto in sé, quanto piuttosto l’insieme visivo di cime innevate, sci, racchette e pose plastiche, collocato all’interno di un fenomeno collettivo di costume – iniziato negli anni Sessanta e ormai consolidato – che grazie all’elaborazione e all’interpretazione artistica diventa evocazione e assume una prospettiva iconica, tutt’altro che scevra da ironia e provocazione come, del resto, consuetudine dell’artista.

Un libro rivolto agli amanti dell’illustrazione, della grafica e del design e, naturalmente, agli irriducibili frequentatori della montagna d’inverno.

Testi di Melania Gazzotti
Book design by Bunker

210 x 280 mm
68 pagine
Cucito punto Singer
Edizione in italiano

ISBN 978-88-98030-14-9
Disponibile dal 25 gennaio 2019

In the Press

Authors

Emi Ligabue

Emi Ligabue nasce a Mantova nel 1957. Tra il 1980 e il 1981 collabora con Studio Alchimia alla progettazione di Casa Alessi. Nel frattempo si iscrive al DAMS di Bologna e inizia la propria avventura artistica come performer; con il progetto Padiglione Italia partecipa all’importante mostra Una generazione post-moderna, al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1983 Emi Ligabue inizia a lavorare autonomamente come artista visiva. Partecipa alle Serate enfatiste, organizzate dall’Alinovi alla pionieristica Galleria Neon di Bologna e tra il 1984 e il 1986 a numerose mostre collettive, tra cui La Neomerce, Il design dell’invenzione e dell’estasi artificiale, a cura di Denis Santachiara, alla Triennale di Milano. Nel 1988 la prima mostra personale ai Musei Civici di Reggio Emilia; nel 1990 partecipa alla ricognizione Ipotesi Arte Giovane, organizzata dalla rivista «Flash Art» presso Fabbrica del Vapore a Milano. Nel 2002 espone invece a Villa delle Rose a Bologna nella mostra Spazio aperto al disegno. Nel 2016 Silvana Annicchiarico la seleziona per la XXI Triennale di Milano nella mostra che celebra il design al femminile in Italia: W. Women in Italian Design. Emi Ligabue attualmente vive e lavora a Milano.