Automotive Monogamy

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 35,00

Un’idea, nata un po’ per caso, diventa un progetto fotografico, dai risvolti antropologici curiosi e interessanti: una sorta di ‘monogamia’ – quella con la propria auto – che alcuni possessori portano avanti per decenni, invecchiando insieme al mezzo meccanico, che viene così, poco a poco, assumendo quasi un’anima.

La ricerca dei soggetti avviene principalmente in due modi: l’autore lascia piccoli messaggi su ogni vecchia auto che vede in giro per la città; di tanto in tanto ferma anche le persone alla guida di queste veterane. Inoltre parla del progetto a tutti quelli che conosce, chiedendo loro di indagare in famiglia e, a loro volta, di spargere la voce tra parenti e amici.

Poi avviene l’incontro, per immortalare il trascorrere del tempo in questa particolare simbiosi, di fatto, tra uomo e macchina: nel lasso di tempo che intercorre tra ‘ieri e oggi’, infatti, si intrecciano le avventure e i ricordi di un’intera esistenza.

Automotive Monogamy – rivolto agli amanti della fotografia e dello spirito umano – raccoglie in queste 96 pagine e 70 foto le storie delle persone che si celano dietro ogni vettura, raccontando sia visivamente – grazie ai suoi scatti raccolti in Italia, Argentina e Regno Unito – sia attraverso i brevi testi che li accompagnano, le loro singolari e spesso ‘epiche’ vicende.

Testi e fotografie
Matteo Ferrari

Testi
Michele Lupi
Yorgo Tloupas

Book design
Bunker

21 × 28 cm
96 pagine
Copertina rigida
Italiano/Inglese

Isbn 978-88-98030-92-7
Prima edizione novembre 2025

Descrizione

Automotive Monogamy non è solo un libro di fotografie: è un ritratto della relazione profonda che alcune persone instaurano con le proprie automobili, un legame che dura decenni e attraversa generazioni.

L’idea del progetto nasce dalla curiosità di Matteo Ferrari, fotografo italiano con oltre vent’anni di esperienza e collaborazioni con testate internazionali come Rolling Stone, Vanity Fair e Marie Claire.

Oltre ai lavori commissionati, ha sviluppato progetti personali e partecipato a più di 20 mostre in tutto il mondo; nel 2014 ha cofondato a Milano la galleria indipendente Gigantic e creato Onde Nostre, progetto video sul surf premiato a livello internazionale.

Come detto, con Automotive Monogamy, Ferrari esplora una forma di “monogamia meccanica”, documentando persone che hanno scelto di restare fedeli al proprio veicolo, facendolo invecchiare insieme a loro e conferendogli, pagina dopo pagina, una sorta di anima.Ogni scatto diventa così un piccolo racconto della vita vissuta, delle avventure condivise e del tempo che scorre, mostrando il legame intimo tra uomo e macchina.

In definitiva, Automotive Monogamy funziona anche come una sorta di indagine antropologica: non racconta solo automobili, ma la relazione tra le persone e i loro oggetti più cari, in un dialogo silenzioso fatto di ricordi, affetti e fedeltà meccanica.

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    Per nove mesi ha immortalato un’ampia varietà di passeggeri diretti a matrimoni, balli di fine anno, quinceañeras e altre celebrazioni. L’interno elegante della limousine serviva come spazio privato, permettendo a passeggeri provenienti da ceti popolari di abbracciare un temporaneo status di celebrità.

    Il lavoro di Shorr attinge così a due generi distinti nella storia della fotografia: il viaggio su strada – si pensi a California Kiss di Elliott Erwitt – e il ritratto in studio. Come le famiglie che raggiungevano il laboratorio di un fotografo per immortalare un’occasione speciale, i suoi soggetti entravano nell’auto con i loro abiti più eleganti per vivere un momento di celebrazione. La limousine negli anni ’80 incarnava il massimo simbolo di lusso e status sociale. Lunga, elegante e spesso dotata di interni sfarzosi, rappresentava il successo economico e l’accesso a un mondo esclusivo.

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