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L’angolo del type #4

Per la quarta puntata di ’L’angolo del type’lo spazio di Lazy Blog dedicato a voi type lovers. Durante questa estate rovente, ancora una volta, farò del mio meglio per darvi una panoramica di alcune nuove font e fonderie emergenti che spero possano rivelarsi utili per i vostri progetti futuri.

Alberto Perera – 9 Agosto 2026

Sono passati un po’ di mesi ed è finalmente tornato il momento di fare un bel giro tra font e fonderie. Nel frattempo il lavoro non si è certo fermato, chi mi segue sa che Rebus sta andando a gonfia vele, ciononostante ogni tanto è bello ritagliarsi un poco di spazio per tornare a guardare i caratteri con occhio più libero, senza il vincolo di un progetto specifico.

Anche questa volta ho raccolto cinque font, di questi però sono un grande fan, li adocchio da tempo ma li ho approfonditi solo di recente.

Si tratta di caratteri diversi tra loro per storia e ispirazione, ma che condividono una certa attenzione al dettaglio e la capacità di reggere bene sia progetti essenziali sia soluzioni più audaci.

Bando alle ciance, cominciamo!

1. Walter Neue

Walter Käch è stato un graphic designer e insegnante svizzero, nonché autore di quello che Print Magazine ha definito «Il manuale di tipografia più influente di cui probabilmente non hai mai sentito parlare».

Il libro, Schriften Lettering Ecritures, è del 1949 ed è stato davvero influente per molti designer, tra cui Adrian Frutiger ed Emil Ruder, che avevano Käch come insegnante.

È stato anche il punto di partenza per Walter Alte e Walter Neue, due famiglie tipografiche a metà tra il revival e il tributo al lavoro di Käch. Alte è fedele agli studi del libro, Neue invece li espande e li adatta al digitale.

Ci hanno lavorato ABC Dinamo, fonderia di Berlino, e Omnigroup, studio svizzero di design e tipografia. Una ha le sue lettere ormai ovunque, l’altro è di casa tra musei, libri e mostre.

Oltre al lavoro tipografico ci hanno fatto anche un altro regalo: hanno ristampato il manuale di Käch, che ora possiamo acquistare qui.


2. FT Aktual

Formula Type è la fonderia fondata dal graphic e type designer italiano Piero Di Biase, membro AGI dal 2017. Se non la conoscete ancora, è il momento di farci un giro.

Il carattere con cui vi consiglio di partire è FT Aktual, un grotesk contemporaneo disegnato da Alberto Moreu (anche lui membro AGI) che personalmente metto accanto al Gerstner Programm e all’ABC Diatype tra i miei sans serif preferiti.

Lo hanno scelto studi come Porto Rocha, Tillack Knöll e Studio MUT per alcuni dei loro progetti. Ma l’Aktual è solo uno dei punti di forza del catalogo, che conta poche famiglie selezionate, tutte curate con una qualità e un tocco riconoscibile.

E se non bastasse, offrono anche una licenza All-In-One. Una di quelle cose che sapete quanto facciano comodo a noi designer.


3. TWK Ghost

Si può partire dal Wu-Tang Clan per disegnare un carattere graziato? Ovviamente sì.

TWK Ghost, che prende il nome dal membro del Wu-Tang Ghostface Killah, è un elegante serif progettato da Nolan Paparelli e rilasciato da WELTKERN.

Con sette pesi e grazie appuntite, passa dai grandi titoli ai testi più piccoli. La prima volta l’ho notato nell’identità visiva di una piattaforma AI per avvocati, e poi l’ho ritrovato nel branding di uno studio di illuminazione. È uno di quei caratteri che si adattano benissimo a contesti molto diversi.

Se cercate un serif contemporaneo con un po’ più di grinta, questo merita una prova.


4. Exposure

Federico Passa Barrios è un graphic e type designer che ha preso un concetto fotografico e lo ha trasformato in un font variabile. Così è nato Exposure.

Si parte dal peso -100 e si arriva al +100: da una parte il carattere sembra quasi dissolversi, dall’altra supera i propri contorni fino a strabordare. Un’idea che richiama sia le sbavature della stampa sia la regolazione dell’esposizione fotografica. Qui potete approfondire.

Negli ultimi anni me lo sono ritrovato in diversi progetti. Uno degli esempi più riusciti, secondo me, è l’identità della newsletter Substack dello studio Koto.


5. Koko

Monkey Type è la fonderia cofondata da Mitch Paone, fondatore dello studio DIA e uno dei designer più visionari della sua generazione, scomparso purtroppo proprio quest’anno.

Tra i type che preferisco ci sono Banana Grotesk (nome fantastico) e Koko, uno slab serif che prende ispirazione dai grandi classici ma riesce a sembrare incredibilmente contemporaneo.

Se fate editoria, magazine o semplicemente volete divertirvi un po’ con la tipografia, dategli un’occhiata.

E anche per questa puntata è tutto. Vi lascio esplorare le fonderie, sfogliare gli specimen e provare qualche trial. Alla prossima!

Alberto Perera è un grafico e content creator, co-fondatore di Rebus ed esploratore di temi legati al mondo del design. Autore del volume La grammatica del graphic design (Gribaudo, 2025), sul proprio profilo Instagram (@alberto.redko) divulga contenuti dedicati all’editoria e alla grafica: consiglia libri e autori, racconta aneddoti sulle grandi voci del design internazionale e ricostruisce la storia di loghi e marchi che tutti conosciamo.